Il Sigillo – Festa della Cittadinanza Universale – MENZIONA SPECIALE PREMIO MIGRARTI 2018

IL SIGILLO: performance teatrale itinerante a cura di Alessandro Garzella e Satyamo Hernandez con cerimonia di consegna del passaporto di apolide multiculturale

FESTA DELLA CITTADINANZA UNIVERSALE si è svolta a Viareggio il venerdì 13 luglio, del 2018 grazie al sostegno del MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO, della REGIONE TOSCANA,  del COMUNE DI VIAREGGIO e di molte associazione culturali e sociali operanti sul territorio. 

IL SIGILLO

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L’iniziativa, ideata da Alessandro Garzella e Satyamo Hernandez,  è realizzata in relazione al bando nazionale Migrarti, promosso dal MIBACT: una intera giornata di performance itineranti, concerti, spettacoli, video arte e istallazioni visive – centrate sulle tematiche della cittadinanza e della accoglienza.

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La Festa ha previsto la consegna di un documento simbolico che attesta il riconoscimento dello status di cittadino universale: il Passaporto di Apolide Multiculturale nel quale è specificata la seguente dichiarazione: Il portatore di questo passaporto con la presente chiede alle Autorità competenti di permettere al cittadino universale sotto nominato di oltrepassare senza indugio né difficoltà ogni confine in terra, in cielo, in mare e, in caso di necessità, di garantire ogni aiuto e protezione. Il sottoscritto si impegna a comprendere e rispettare gli usi e costumi della cultura civile e religiosa nelle terre in cui gli sarà consentito mettere radici, riconoscendo pari dignità ad ogni esesser Quale apolide multiculturale la/il Sig.ra Sig _________________________ si obbliga, per quanto gli sarà possibile, a migliorare la qualità di vita nella comunità che lo accoglie”

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Il tema dell’immigrazione rappresenta un punto dolente nelle politiche di tante amministrazioni: solidarietà e chiusure, nelle coscienze dei cittadini, si mescolano, radicalizzando posizioni spesso superficiali e confuse. 

 

Nonostante le paure, giustificate o meno, la migrazione di popoli da un paese all’altro c’é, c’è sempre stata e sempre ci sarà – le culture del mondo sono destinate ad incrociarsi e mescolarsi in misura sempre maggiore. 

 

Con un click si possono conoscere le nuove tendenze artistiche a New York, il nuovo sound musicale a Cape Town, o la spinta verso una nuova economia a Reykjavík.  Il ragazzo seduto nel suo salotto in Mumbai chatta con un suo coetaneo in New Jersey; un film girato nelle strade di Tehran vince un prestigioso premio a Park City, nello stato dello Utah; un sopruso di potere commesso in mezzo alla giungla congolese infiamma un cittadino parigino, mentre da Brescia un giovane compra un videogioco a Tokyo e fa le moine ad una ragazza a Bogotà.

 

La realtà contemporanea presenta forme di cittadinanza che, anche nel nostro Paese, prefigurano presenze non catalogabili negli schemi convenzionali: gli immigrati di seconda o terza generazione, ma anche i ragazzi che studiano nelle università dei più disparati Paesi del mondo, rappresentano istanze che fanno riferimento alla fisionomia e ai bisogni di un apolide multiculturale, ossia di un cittadino universale che, anche se a fatica, sta cercando di tracciare una nuova carta dei diritti e dei doveri.

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