Biodanza: da Rolando Toro a Laura Del Conte

Cosa è biodanza?

BIODANZA è un sistema di accelerazione di processi di integrazione esistenziale: Psicologico, Neurologico, Endocrino e Immunologico.

Alla base della sua pratica c’è la creazione di un ambiente arricchito da stimoli selezionati accuratamente, attraverso il gruppo.

La proposta si sviluppa attraverso l’uso della musica, di esercizi/danze e di dinamiche che generano vissuti (vivencias) che stimolano la plasticità neuronale.

Le vivencias attivano la possibilità di creare di nuove reti sinaptiche che risvegliano una serie di potenziali che non altrimenti hanno difficoltà a trovare una via per la loro espressione.

È un processo altamente integrativo che ha effetti di profilassi e terapeutici.

L’Integrazione Umana/Affettiva è il nucleo della Biodanza, in quanto suo obiettivo fondamentale per facilitare il riscatto del sentire di appartenenza all’Umanità, quindi riscattarci da una cultura discriminante per essere con l’altro parte di un unico GRUPPO UMANO.

Meeting Internazionale di Biodanza

Meeting Internazionale di Biodanza

Prof. Toro: il creatore del sistema Biodanza

Laura Del Conte e Rolando Toro
ROLANDO TORO ARANEDA è il creatore del sistema Biodanza

Nel breve tempo di poco più di un ottantennio, un uomo straordinario ha saputo lasciare una traccia significativa e tangibile in diverse parti del mondo.

Rolando Toro Araneda, psicologo e antropologo, nato a Concepción (Cile) il 19 Aprile 1924 e scomparso il 16 Febbraio 2010 a Santiago del Cile, è stato l’ideatore della Biodanza, un sistema di musica, movimento, comunicazione espressiva volto alla promozione del benessere dell’individuo e della comunità.

Ha iniziato come maestro delle elementari in un ambiente rurale, cominciando a sentire l’importanza della connessione alla vita non solamente da un punto di vista intellettuale. Le sue lezioni includevano contatto con la natura e con il sentire emotivo.

Come Antropologo e Psicologo, tiene la Cattedra di Psicologia dell’Arte e dell’Espressone, Docente del Centro di Antropologia Medica, nella Scuola di medicina del Cile.

Ha realizzato studi sull’Espressione dell’inconscio, e sugli Stati di Espansione della Coscienza.

Tra il ’68 ed il ’73 ha cominciato le sue prime esperienze con ciò che sarebbe poi diventata Biodanza, iniziando a “sperimentare” nell’ospedale Psichiatrico di Santiago del Cile e all’Istituto di Estetica dell’Università Cattolica del Cile, gli effetti della musica e del movimento sull’essere umano con i pazienti dell’ospedale.

Ha vissuto in Cile fino alla dittatura di Pinochet, poi in Argentina, Brasile ed Italia, tornando in Cile solo dopo la caduta della dittatura.

Era anche poeta e pittore. Ha pubblicato vari libri di poesia e di psicoterapia.

In Italia sono stati pubblicati il libro Biodanza, ed. La Red, e Progetto Minotauro, ed. Pintore.

Biodanza sul mare.

Le origini della Biodanza

Biodanza nasce dall’esperienza personale di Rolando.

In quegli anni (’60), le sue intuizioni cominciarono a trovare riscontro con la scienza della vita, la Biologia e questo lo portò ad approfondire i temi sulla VITA.

Rolando Toro definì Biodanza come un insieme di arte, scienza ed amore.

Egli sentì che la distanza tra poesia e scienza è breve, e che in alcuni momenti svanisce. Per Rolando Toro, il linguaggio poetico è il linguaggio dell’integrazione, è il linguaggio che avvicina la scienza al quotidiano.

Negli anni dell’olocausto, del dopoguerra, l’Umanità era nel caos, nella crisi.

In quegli anni e con la dittatura di Pinochet, Rolando SENTE la necessità di riscattare la forza originaria della Vita.

In quegli anni nascono i primo gruppi che si interessano e dedicano all’Ecologia.

Anni nei quali in Cile e in tutto il mondo, vi è un grande fermento di rinnovamento e cambiamento.

Nei suoi studi comprese che la REALTA’ passa attraverso il MOVIMENTO, il CONTATTO ed i gesti che esprimono sentimenti. Comprese che la MUSICA è un linguaggio universale.

E così cominciò a sviluppare un sistema a partire da queste intuizioni:

Si può evolvere attraverso la danza, la musica e il piacere, senza dover passare attraverso il dolore, la sofferenza come percorsi di crescita.

Meeting d Biodanza a Gallicano Lucca

 

Gli obbiettivi generali della Biodanza

In Biodanza la danza è diverso dal ballo, e si propone di ATTIVARE I POTENZIALI GENETICI,  AFFETTIVI e di COMUNICAZIONE. La DANZA intesa come metodologia dell’espressione della nostra vita, come movimento con significato.

L’umanità ha sempre dato grande valore alla danza, spesso sacro, considerando la Danza come l’accesso allo spazio dell’essere, ed entrare nel vissuto del qui ed ora.

In Biodanza si propone di restaurare nelle persone il VINCOLO ORIGINARIO alla SPECIE COME UNITA’ BIOLOGICA. (oggi si parla di GAIA e di Ecologia Profonda).

Biodanza è CELEBRARE LA PRESENZA DELL’ALTRO,  proponendo la TENEREZZA come qualità della presenza che concede presenza. È la qualità che permette l’ascolto.

Rolando Toro dice che nel presente, come UMANITA’, siamo immersi/sommersi dalla patologia dell’EGO che sorge dalla separazione tra la Cultura e la Natura.

La cultura è diventata più importante della Natura, l’IO pù importante del NOI.

In questa Cultura esiste un predominio esagerato della Ragione sull’ISTINTO (condotta innata, ereditaria, che non si impara e che ha come obiettivo preservare la VITA e permetterne la sua evoluzione).

Le parole, il pensiero razionale spesso ci allontanano dal SENTIRE.

Il MOVIMENTO come espressione del SENTIRE, durante le lezioni di Biodanza, ci facilita contattare il sentire/ascoltare una musica, per integrare ed aprirci al sentire di noi stessi, dell’altro e dell’universo.

Ogni processo di cambiamento  coinvolge differenti livelli:

  • neurologico
  • endocrino
  • immunologico
  • emozionale.

E attraverso la gestalt musica-movimento-emozione, in un gruppo, accediamo ad un processo di integrazione esistenziale.

Il gruppo è essenziale nel processo di cambiamento proposto in Biodanza, in quanto induce/apre nuove forme di comunicazione e vincolo affettivo.

La presenza dell’altro ci dona il senso del IO SONO.

La musica stimola l’espressione dell’emozione attraverso il movimento/danza, in quanto l’essere umano è permeabile alla musica.

Gruppo di Biodanza

OBIETTIVI di BIODANZA in GRUPPI SPECIALI

Il sistema Biodanza si esprime attraverso un modello teorico dal quale si sviluppa una Metodologia che si può applicare a differenti gruppi, rappresentandone così la specificità.

Proporre Biodanza in gruppi speciali, ci offre la possibilità di facilitare persone con abilità diverse o con esigenze speciali/particolari, e l’opportunità di fare un percorso di integrazione appropriato al contesto.

I gruppi, anche se specifici, sono generalmente APERTI a tutti.

Il proposito dei progetti proposti a persone che vivono un qualche tipo di DISAGIO si sviluppa essenzialmente su come facilitare un processo di socializzazione.

Il progetto di Biodanza si propone oltre che come progetto di socializzazione, soprattutto come proposta di INTEGRAZIONE.

  • INTEGRAZIONE con SE STESSO
  • con L’ALTRO
  • con LA NATURA/ TOTALITA’.

È una proposta che si può definire di RIABILITAZIONE ESISTENZIALE, come una PEDAGOGIA della VITA.

Una riabilitazione che si propone di recuperare i punti di forza per “rafforzare” le parti più deboli.

BIODANZA LAVORA CON LA PARTE SANA ( i punti di forza), con la parte di noi che è connessa alla vita.

In un gruppo di Biodanza, attraverso la metodologia applicata, vengono proposti esercizi/danze che hanno come obiettivo riscattare e facilitare l’espressione di noi stessi, sviluppando l’espressione dei nostri potenziali.

Si può dire che Biodanza non ci porta a cambiare quello che siamo, ma a trovare quello che siamo.

Riassumendo gli obiettivi sono:

  • Integrazione Motoria
  • Integrazione Affettivo-Motoria, interazione della motricità all’affettività, al sentire.
  • Ripristinare la funzione di Vincolo, di legame Affettivo.
  • Raggiungere livelli di consapevolezza corporea.

Dal 2002, si tiene un gruppo settimanale di Biodanza, all’interno del Centro Diurno Psichiatrico “Tuiavii di Tiavea” della Valle del Cerchio; un gruppo aperto alla popolazione come opportunità di integrazione a livello sociale ed affettivo.

In questi anni il gruppo ha incarnato caratteristiche sempre diverse, che lo hanno portato ad essere oggi, un gruppo aperto alle novità, con qualità affettive molto profonde.

La qualità più importante per me, di questo gruppo e di ogni persona che lo frequenta, è l’incredibile diversità ed allo stesso tempo un progressivo aumento della capacità di accoglienza di queste diversità.

Nei gruppi di Biodanza in ambito Psichiatrico ed in questo in paricolare, gli effetti che ho notato sono:

·       Aumento e miglioramento della capacità di muoversi a ritmo, e con fluidità.

·       Motivazione interiore ad agire: intenzionalità.

·       Desiderio e motivazione a cambiare.

·       Miglioramento dell’umore.

·       Miglioramento della capacità di comunicare ed esprimere ciò che si sente.

·       Le persone cominciano a comunicare tra di loro (amicizia). Aumento delle possibilità              affettive.

·       Migliora il senso di cura di sé e degli altri.

Laura del Conte

Da Rolando Toro a Laura Del Conte

Insegnante titolare di Biodanza e membro dell’Associazione Europea Insegnanti di Biodanza (AEIB).

Nata a Caracas (Venezuela) il 17 Settembre dl 1955. Dal 1960 ha vissuto a Vicenza dove, dopo il diploma di Geometra, nel 1979 ha conseguito il Diploma di Terapista della Riabilitazione presso l’Ospedale Civile.

Nello stesso anno si è trasferita nuovamente a Caracas dove, durante vari anni, ha praticato la sua professione in stretta collaborazione con un neurologo ed un neurochirurgo.

Svolgendo l’attività di fisioterapista con passione, ha cercato di trovare un modo per realizzare l’integrazione tra la riabilitazione fisica e l’Essere Umano nella sua totalità.

Ha frequentato un corso di formazione in  Psicoterapia della Gestalt, gruppi di psicoterapia, cercando il legame che può unire i vari aspetti dell’esistenza.

Ha frequentato per alcuni anni dei corsi di disegno alla “Escuela de Artes Visuales  Cristobal Rojas” de Caracas, incontrando nell’arte un punto d’incontro tra i vari aspetti dell’essere umano.

Nel 1985 incontra a Caracas la Biodanza per la prima volta; ma è solo nel 1991, trasferitasi nuovamente a Vicenza, che “casualmente” ri-incontra la Biodanza e intraprende con passione questo percorso non solo di formazione personale, ma di vita. Si è formata nella Scuola di Formazione per Conduttori di Biodanza a Padova, conseguendo il Titolo nel ’98 a Leysin in Svizzera.

Dal 1996 si è trasferita ad Avenza Carrara, e ha cominciato a condurre gruppi settimanali e stages di Biodanza a Viareggio, Massa Carrara e Pisa.

Ha collaborato ad un progetto sperimentale di introduzione della Biodanza presso la casa famiglia della comunità CEIS (Centro Italiano Solidarietà) di Arliano (LU) ed è attualmente impegnata nell’utilizzo di Biodanza in ambito sociale. Tra i progetti finora realizzati, un corso di Biodanza tenuto all’Università del Tempo Libero di Carrara (UTL) nel 2000, i corsi di Biodanza per la terza Età in collaborazione con UNI3 e AUSER-Filo d’Argento di Viareggio, ed un corso di Biodanza per la Terza Età  all’Aima  (Associazione Intercomunale Massese Anziani) presso il Centro Culturale del Comune di Massa.

È Insegnante Titolare e Didatta di Biodanza, e collabora con le Scuole di Formazione per Insegnanti di Biodanza di Firenze, Bologna, Monaco di Baviera e Norvegia.

Nel desiderio costante di approfondire il suo percorso personale di crescita ed anche di conoscenza della Metodologia di Biodanza, ha seguito corsi di specializzazione in vari ambiti della Biodanza.

Si è specializzata quindi in Biodanza Acquatica, l’Albero dei Desideri, Progetto Minotauro ed Identità e i 4 Elementi.

Ha seguito la formazione in Biodanza Clinica direttamente con il Prof. Rolando Toro.

Conduce corsi settimanali per adulti a Carrara e Pisa.

Lavora a progetti di riabilitazione esistenziale nella Salute Mentale e con l’Handicap, a MS, LU e provincia dal 2000.

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